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patente e stupefacenti

Ritiro patente stupefacenti: un binomio molto pericoloso

L’articolo 187 regola il rapporto tra patente e stupefacenti. Il caso di oggi ci porta a San Donaci in provincia di Brindisi.

Durante un semplice controllo stradale di routine un uomo di 36 anni è stato trovato in possesso di 7 grammi di hashish e un bilancino di precisione. La denuncia per detenzione a fini di spaccio è scattata immediatamente. I carabinieri hanno provveduto al ritiro della patente e al sequestro della vettura per possesso di stupefacenti. Il sequestro del mezzo avviene se appartiene alla stessa persona fermata in quel momento. In caso contrario non si può procedere al sequestro del mezzo. Per fortuna patente e stupefacenti non possono andare d’accordo.

Art. 187. Guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti e ritiro patente.

E’ questo l’articolo che analizzeremo trattando il binomio patente e stupefacenti. Innanzitutto partiamo dalla sanzione economica che varia tra i 1.500 euro e i 6.000 euro. Poi vi è l’arresto da 6 mesi a un anno e la sospensione della patente di guida da uno a due anni. Se il veicolo appartiene ad una terza persona, la durata della sospensione della patente è raddoppiata. La recidiva nel triennio fa raddoppiare le sanzioni. Sempre nello stesso articolo al comma 1 bis, esplicita di come le pene raddoppiano. Succede nel caso in cui il conducente, in stato di alterazione psico-fisica, provochi un incidente stradale.

Il rifiuto di sottoporsi agli esami clinici è lecito

Si tratta del comma 2-bis dell’art. 187 c.d.s.: “Quando gli accertamenti di cui al comma 2 forniscono esito positivo ovvero quando si ha altrimenti ragionevole motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi sotto l’effetto conseguente all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, i conducenti, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l’integrità fisica, possono essere sottoposti ad accertamenti clinico-tossicologici e strumentali ovvero analitici su campioni di mucosa del cavo orale prelevati a cura di personale sanitario ausiliario delle forze di polizia“.

Il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Urbino, all’udienza in camera di consiglio del 31.10.2017, ha pronunciato e pubblicato, mediante lettura del dispositivo, una SENTENZA nel procedimento n. 515/16 RGIP creando un precedente molto importante. Il rifiuto di sottoporsi agli esami parlando di libertà personale. In questo caso l’imputato è stato assolto con la formula dubitativa.

Ha senso rischiare così tanto? Noi siamo convinti che la risposta sia NO. Per questo motivo ci affidiamo a CiaoAldo e nelle serate con gli amici preferiamo farci portare a casa da un autista senza incorrere a nessun tipo di sanzione.

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